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Parrocchia di San Miniato a Samminiatello

Di un primo oratorio dedicato al martire Miniato si ha la più antica memoria documentata al 1079, quando il vescovo fiorentino Ildebrando donò l’edificio al monastero di San Miniato al Monte. Nel 1455 la chiesa di San Miniatello passò alle monache del monastero dei Santi Tommaso e Giorgio presso Capraia.  In quello stesso anno la parrocchia fu sottoposta al patronato dei Bisticci dai quali, in seguito, giungerà ai Corradini che lo conservarono fino all’Ottocento. I lavori effettuati negli anni Trenta del Novecento hanno trasferito la sede parrocchiale, con gran parte degli arredi, nella contigua sede della Compagnia della Natività della Madonna: l’edificio più voluminoso, posto alla sinistra della chiesa originaria. L’interno del vecchio edificio parrocchiale conserva la primitiva planimetria, una semplice aula  con due altari lapidei laterali e un altar maggiore che conserva il prospetto cinquecentesco. Sull’altare addossato alla parete sinistra, dedicato alla Madonna della Cintola, è conservata una tavola riferibile alla fine del Quattrocento e raffigurante la “Madonna col Bambino tra i Santi Lorenzo e Ansano”, incorniciata da un prospetto ligneo seicentesco di buona fattura artigianale.  Dirimpetto è l’altare di Sant’Antonio abate, nel cui prospetto si vede una tela, assai annerita e in cattivo stato di conservazione, che raffigura il santo a cui è intitolato l’altare. Al centro del soffitto è collocato un dipinto su tela, probabilmente del settecento, che raffigura la «Deposizione di Cristo dalla croce». Nel coro si trovano le tre opere più importanti.  Il capolavoro della chiesa è la tavola appesa alla parete sinistra del coro stesso, raffigurante la «Trinità adorata dai Santi Sebastiano, Nicola di Bari, Barbara e Rocco». L’opera è attribuita a Pier Francesco Foschi, raffinato pittore della seconda generazione dei manieristi, come attestano le eleganti figure e i colori cangianti delle vesti. Sull’altar maggiore, quando la parrocchia fu trasferita nel contiguo oratorio fu collocata la tavola dipinta poco dopo la fondazione della confraternita per l’altar maggiore del suo oratorio: si tratta di una «Natività della Madonna», eseguita nel 1598 da Giovanni Nigetti, fratello del più noto architetto Matteo. Sulla parete destra del coro è appesa la tavola, datata 1523, che raffigura la «Madonna contemplata dai Santi Lucia, Sebastiano, Bartolomeo e Pietro martire».  L’opera riflette esplicitamente la tavola Tedaldi di Piero di Cosimo e dovette essere eseguita da un pittore suo seguace, un anno dopo la morte del maestro. Oltre il fianco sinistro della chiesa di San Miniato si apre dunque l’ex-oratorio della Natività della Madonna, edificato nel 1584, ma ristrutturatonel primo Settecento quando venne anche eseguita la decorazione ad affresco che orna ancora l’ambiente.

Sulle pareti laterali sono presenti quattro Profeti dipinti in monocromo, mentre al centro del soffitto s trova la scena dell’«Assunzione della Vergine».

Nel prospetto dell’altar maggiore, si trova un “Crocifisso” ligneo databile oltre la metà del Seicento.

Il prospetto è dotato di una cornice datata 1796, alla cui base è dipinta una «Ultima Cena».

Il presbiterio è quindi coperto da una cupola emisferica dov’è dipinta, l’«Incoronazione della Vergine», opera di ignoto settecentesco avvicinabile alla maniera di Vincenzo Meucci, alla stregua della scena del soffitto della navata.

 

 

 

CHIESA DI SAN MINIATO A SAMMINIATELLO Compagnia

 

Oltre il fianco sinistro della chiesa di San Miniato si apre l’ex-oratorio della Natività della Madonna, edificato nel 1584, ma ristrutturato nel primo

Settecento quando venne anche eseguita la decorazione ad affresco che orna ancora l’ambiente. Sulle pareti laterali sono presenti quattro Profeti dipinti in monocromo.